Profondo da far paura!

21 maggio 2018 – Palazzo Pretorio, Certaldo

Lavoravo in un tacchificio. Smettevo di lavora’ e andavo a lavora’ da un’altra parte fino alle 6 di mattina. Volevo compra’ casa. Hanno portato via tutto, quadri, lavatrice (i ladri).
Mi avevano detto che una volta qui c’erano le carceri. Quante cose che c’è. Appena la vidi mi ha fatto effetto subito i brividi. La chiesa di Certaldo quando s’entra dentro ci viene i brividi se si vede qualcosa che non va. Quando si arriva per la prima volta non è bello … lo vedo bello anche lì sotto. Siamo diventati più furbi perché prima ci tenevano sotto. Io avevo 6 anni o 6 mesi, e si stava alla fattoria di Monte, è rammentato da tutto i’ mondo, è vicino a Certaldo. Non è che io sia beghina però so la mia, a modo mio, però lo so chi era il monte e chi era….Ero misera prima da quando avevo 3 anni io, 2 e mezzo e questo paese fruttava poco perché c’era la fattoria che tutto chiappava e il contadino che faceva? Si leccava l’unghia!
Poi il contadino è diventato i’ padrone e che padrone! E come hanno fatto? Ah, da me un imparano di sicuro!
Quella porta lassù in cima. Questa non è una casa è una villa di qualche cosa, dell’antichità. Che l’ho a dire? Che c’è, un so’! Un vampiro!Io un ho paura di nulla. C’è una chiesetta. Ci potrebbe essere… io sono anche religiosa. Comunque io sarei religioso però quando te arrivi tu resti lì quando sei morto! Non si sa, non s’è provato e non si può sapere.
Signore c’è le cose belle! In centro a Milano!
Il pozzo a quella profondità per esse l’acqua qui…C’è una caldaina che ci si fa la polenta. Noi si prendeva con la carrucola e si tirava su l’acqua. Per farla lucidare si picchiettava tutta co’ i’ martello, grattarla torno torno, picchiettarla bisogna sapè…Ora ho fatto il pozzo artesiano. C’era la conchiglina a San Romano basso, ora passa tanti stranieri tu hai paura che si facciano male.
Come quello che ci si faceva la polenta.
No io non la facevo lì, la facevo nell’appartamento nella cucina.
Non acqua da bere ci si lavava i panni. Le mucche per dargli da bere co’ la carrucola così.
La vita cambia. Nostalgia c’è ma non ci vorrei tornare a quella vita lì. Si andava in montagna a far l’erba con la falce il grano! I’ mi babbo era su i’ ciuco e la mi mamma incinta la portava su i’ ciuco. Io lui non lo rimpiango perché era cattivo, era sempre briaco. Giovanni.  Poi si era in Toscana e i vino c’era!
Noi si faceva i fiaschi e lui li votava poi andava alle botti. Siccome ci morì la mamma di 36 anni noi s’andò co‘ i’ babbo. Affogata a rischiarare le pezze, gli prese male! Le mancanze… “che per l’appunto m’ha a prendere lì” e gli prese. Nella si chiamava. La mi sorella è gemella, due sacchi diversi ci corre un quarto d’ora. Noi s’abitava per andare a Certaldo no ni‘ Pian Grande, ma vicino alla fornace di’ Balli poi ci siamo sistemati, avevo un figliolo di 50 anni e m’è morto i’ marito, era la fine mia è nella struttura io ci sto bene. Le figliole che ci servono son brave, io gli ho rispetto e loro anche. Il pozzo si, ora un ne ricordo. Dove era? A ricordasselo! Come l’ho annaffiate le piante? Co’ l’acqua quando serviva.
Avevo un pozzo con delle possibilità grosse: “Signorina non ci vada perché sennò ci mette nei guai”, ma io ci andavo lo stesso ma ci presi una gran paura. Perché dentro c’è uno scoppio di luci in fondo! E c’era le scale. Ce l’avevo profondo da fa paura!

Anna, Giuseppe, Ilva, Erina, Duilia, Benito, Natasha, Linda, Lorenzo, Patrizia e Susanna, Chiara, Monica, Alice, Stefania e Luca

 

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