Idda è Idda. E Idda sono io

19/9/2019 Gerusalemme di San Vivaldo, Montaione

È la fine di un…
La Madonna
Un gruppo di disperati
Scienziati
Nooooo, la scienza a quell’epoca…
Sorridenti piuttosto
Anche gli occhi gli sorridono
Gente che chiama gli altri per fargli notare qualcosa di bello
Una festa. Ma non grande, una festa gloriosa!
Attesa e inquietudine
La Resurrezione
Lo stupore
Dispiacere di tutto un affare così
Meraviglia del passato
Belli, belli, belli, belli
Sorpresa
Turbamento
Sacrificio
Inquietudine
Sorridenti
Emozione
Dico – poeri ragazzi! –
Inquietudine – irrisolto
Vuoto, dubbio, curiosità
Esterrefatta
Inquietudine, un lo posso neanche di’, a vedè tutte quelle genti là chiuse in quella maniera
Son tutti rimpiattati, si mettono tutti insieme ma gl’è stretto!
Meravigliata
Compassione
Senso di precarietà – incertezza
Tristezza
Mi sento normalissima
Vedo le persone contente
Shock di loro, si diventa anche noi
Stanno bene, vestono bene, di un certo stile
Per me la Madonna è sempre presente
– Idda è idda, e Idda sono io –
Chi La pratica La capisce, chi non La pratica non La può capire
– Io vorrei sapere chi ce l’ha messa lì tutta quella gente, un branco di gente, in quella maniera come in televisione…non c’ho avuto piacere
Io non credo nell’Aldilà, io credo che la vita l’è questa – o più qua o più in là, poi la finisce…è fatta da gente che credeano forse più di me.

Elio, Patricia, Marcello, Arianna, Fosca, Elisa, Cecilia, Titti, Lina, Serena, Adriana, Rosa Anna, Linda, Anna, Giuseppe, Claudia, Fina, Romano.

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Parla d’amore

5/9/2019 Biblioteca Pablo Neruda, Limite sull’Arno – Poesia integrata da “Alzo una rosa” di José Saramago (le parti in corsivo sono le integrazioni dei partecipanti all’attività)

Alzo una rosa, e tutto si rischiara
I fiori mi piacciono tutti
Mi piace e basta. Mi piace senza tanti discorsi.
Se mi piace una cosa mi piace. E se mi piace mi piace.
Si perché è colorata, perché per me significa molto.
La rosa è amore. Mi ricorda mio marito a cui porto il mio amore…
io adoro le rose gialle … peccato durino poco
Orca se mi piace!
Però l’accudisco bene perché è colorata e profumata, mi sento battere il cuore, mi sento felice … mi ricorda la famiglia, le amicizie.
Non c’è regalo più bello delle rose. Mi piace guardarla.
Mi sento rinvigorire. È uno spettacolo della natura, alti e bassi, fiorire e morire
Mi sento bene, perché parla d’amore.
Se guardo una rosa, mi sento avvolta …. protetta…
(Tutto si rischiara) come luna non fa e sole non può:
(tutto si rischiara) serpe di luce ardente e attorcigliata
o vento di capelli che scompiglia.
Alzo una rosa, e grido a ogni uccello
che di nidi e di canti punteggia il cielo,
batto a terra l’ordine che decide
l’unione dei demoni e dei santi.
Alzo una rosa, un corpo e un destino
contro la fredda notte che si arrischia,
e dalla linfa di rosa e dal mio sangue
perennità costruisco in vita breve.
Alzo una rosa, e lascio, e abbandono
quanto mi duole di pene e di sgomento.
Vorrei scacciare la prepotenza
Vorrei abbandonare tutto quello che non mi serve
Lasciare niente a nessuno, quando è finita è finita
Lasciare i problemi alle spalle
Niente da lasciare … preoccupazioni inutili, niente …
perché ho avuto una vita senza rimpianti e una vecchiaia felice
Lasciar andare certe pesantezze.
Lasciare indietro la malattia
Lasciare le preoccupazioni
Alzo una rosa e, sì, sento la vita
(sento) Ricordare come mi stringeva quello lì
L’acqua che scorre quando scendo su un fiume
Gli affetti, la compagnia, cielo blu, nipoti e bisnipoti che mi fanno bene al cuore
Sorprese inaspettate che la vita porta
in questo canto di uccelli alle mie spalle.