Lontani ma vicini a Montelupo Fiorentino

Boccale con arpia, maiolica arcaica, Pozzo dei Lavatoi 1320-1340,
Museo della Ceramica, Montelupo Fiorentino

Rsa Le Vele, Fucecchio – Dalla sua abitazione:
Jole
“BELLA COME LA MIA MAMMA!”

E’ un bicchiere … no, è un affare da mettere dove vuoi. Guarda! C’è anche il viso. E’ un viso normale, brutto non mi sembrerebbe. E’ una donna, si vede dal fiocco! Parrebbe come un foulard, se l’è messo perché aveva freddo. Lei mi sembra una bella sposina … sta bene.
Lei guarda di qua, chissà perché … Certo, a guardalla bene … è proprio storta.
La qualcosa addosso, un vestito che gli hanno dato dicendole: “Così stai meglio!”
Dio mio, ma come fa ad avere i piedi così … è uno qui e uno là … i diti vanno da sé e poi son quattro … boh! Io non li ho mai visti piedi così. Robe dell’altro mondo, e neanche poco. E’ una bella donna, ma stramba.
E’ un vaso fatto di porcellana che se cade si rompe. Dentro c’è da mettere i fiori. Ma io ci metterei invece la canzone “Mamma”… bella quella canzone. Bella come la mia mamma. Io le volevo bene e anche lei me ne voleva. Tanto.

Rsa Le Vele, Fucecchio – Dalla sua abitazione
Pietro
FRANCESCA SULLA BARCA

La faccia di una donna strana. Dove l’ha presa questa qui … E’ una brocca, si capisce dalla forma. Dentro ci sarà un liquido, senz’altro e il materiale … non so’ dire di certo, l’unica cosa sicura è che se cade si rompe.
Acqua, o altri liquidi che servono a quella persona che ce li mette.
La faccia di una donna … ma non si vede tanto, per poter decidere cos’è.
Lei si affaccia da qualcosa. E’ dietro a qualcosa e sbircia da una finestrella piccola. Sta guardando senz’altro una cosa che le interessa sennò non ci stava mica a perdere tempo! Quasi quasi ci andrei anch’io! Guarda lì … e le viene voglia di andare ma dove? Eh, il cervello di una donna è vario … vattelappesca dove!
Sul capo ha un fiocco. Si è messa intorno al capo questo scialle annodato sulla testa, perché ha freddo.
Quello che l’ha inventata, questa qui, non aveva molta fantasia … Quelli sembrano piedi ma piedi non sono. Per conto mio non sono di certo piedi … Troppo grandi. Quello che li ha fatti ha sbagliato la misura!
Quella cosa lì, la barca … che ci fa? Ci starà questa donna a sedere. Si chiama Francesca. Ma non c’è né lago, né fiume, né mare.
Ma c’è il liquido sotto.
Una cosa è certa: io una donna così non la sposerei. Non è il mi’ gusto. E poi per me non è un’opera d’arte, assolutamente no. Dentro ci metterei … un’incazzatura no. Non c’è niente di cui arrabbiarsi.

RSA “Le Vele” Fucecchio, 
Marcello, Gianfranco, Bruno, Antonio
“CHE CI SARA’ DENTRO? ANCHE NULLA!”

È un vaso con un uccellino dal volto umano.
Una brocca, un boccale. Un bricco di ceramica… terracotta, maiolica, pitturata a ramina e nero.
Che ci sarà dentro? Non si sa… anche nulla!
Io c’avrei messo roba da bere e senza dubbio bona! Perché poco bona ‘un sarebbe proprio i’ caso!
Io invece roba di valore… gioielli, oro, sordi… a avecceli!
Sopra c’è una figura di donna. Eh… sì… e anche una bella donna! Gli occhi, i’ naso… E’ bella, si vede da tutto i’ personale (ndr. mima una siluette formosa con le mani).
È un po’ nascosta perché deve ave’ fatto qualcosa di male, forse ha leticato con quarche pezzo grosso.
È un’immagine che vuole stupire, attirare l’attenzione… come le sirene… con quei tre spazi verdi sulla testa sembra quasi un giullare, un jolly!
Pare che abbia i’ viso legato… magari gli dole i denti!
Sarà un chiromante?!

Centro diurno “I Tigli” Certaldo 
Dino, Marisa, Nilvana, Fulvia
FORSE NON MI PIACE

Si tratta di un vaso. Di solito ci mettiamo i fiori con l’acqua, sul tavolo o su un altro mobile, ma non con i fiori secchi.
Prima li tenevo in casa, i fiori, ora non più. Mia sorella Silvana li vendeva nel suo negozio a Castelfiorentino.
Pare bello questo vaso; oddio, ce ne sarebbero anche di più belli!
E’ di colore celeste. In fondo è di colore arancione e marrone che sembra terra.
Sembra la faccia di una signora, una donna con occhi e naso. Secondo me è giovane, ma sembra anche un piccione… forse non  mi piace: sembra un animale.
Forse dietro c’è una parete scura anche se di solito sono chiare.

 

RSA “Chiarugi” Empoli
Carlo, Carole, Sergio, Iva, Norma, Mara, Anna, Franco, Tina, Dolores, Carla, Loerta, Giulietta, Agnese, Federica, Francesco, Gloria, Luca 
“SI GUARDA E NATURALMENTE SI PENSA A CHI L’HA FATTA E COSA VOLEVA DIRE”

Da qui un si vede nulla!
Un’anfora! Bella, pé mettici i fiori. Chi le fa, pittura bene. Dalla forma si vede che è antica (perché io l’ho riviste, da quand’ero bambina). Da noi c’era chi pitturava nene: ì Giusti, a Limite: e i giovani d’oggi l’apprezzano. 
È bellissima perché è un’anfora.
È un vaso, mi piace: mi piace il disegno, il colore – celestino chiaro. [c’è disegnato] una faccia, una bandiera, poi i piedini.
Questo disegno, mah!
È una donna che non mi piace, non c’è labbri né nulla, a me mi garbano le persone per bene.
Non mi piace il disegno, è brutto. È brutto perché è brutto. [Chi l’ha fatto] può darsi che sia bravo a disegnare: ma non sul vaso.
Se lo tenevano sul palmo della mano e lo giravano.
Sì, mi piace, nell’insieme è di valore. È una cosa futuribile: dire non dice
nulla, non trasmette missioni, si guarda e naturalmente si pensa a chi l’ha fatta e cosa voleva dire. Uno che si voleva sfogare di qualcosa, molto probabilmente aveva dei problemi, problemi spirituali, perché a me fa quell’impressione lì.
Guarda che faccia bellina che ha qui!
Un uccello con la faccia di donna, la bandiera sembra un coltello.
 [Io sono] il tuttòlogo! Questa è un’ala piumata, è difficile farlo bello così. È antico, e chi dice che sia superato, è lui che non ha cultura. Sembra il serpente, quando piega [la testa] in basso.
Somiglia a una balena.
A vederlo, in fondo sembra che sia stato fatto al fuoco.
Sembra una caraffa, con il becco Mi ci immagino un bel rosso – un bel vino rosso dentro..
È un vaso di fiori, non per il vino, è più per i fiori, perché è più lunga e più larga.
Uh, bello! Mi piace la forma [del vaso], ci vedo bene dentro dei fiori: un mazzo di rose, o anche una sola. Gialla!
Mi piace, mi piace, ci metterei i fiori, crisantemi rosa, appunto a ì mì marito gli hanno messo quelli.
Ci può essere un po’ d’acqua, per mettici i fiori.
O della terra, con dei semini, per poi farli crescere.
Dentro il vaso ci metterei… sembra vuoto, all’interno: c’è degli avvalli.
Penso che dentro ci sia poco. Per me è vòto. Assolutamente niente.
Secondo me c’è del vino rosso: gallo nero.
Dentro c’è l’uccello volante, che esce il giorno della creazione.

 

Rsa Le Vele, Fucecchio – Dalla sua abitazione
Giovanna
“VIA I PENSIERI CATTIVI” 

E’ un ovo?? No! E’ un vaso! Un vaso di gesso, lo vedi? E’ bianco …
Possiamo metterci dei fiori. All’infuori dei fiori … boh, non so. E’ una brocca. Dentro c’è l’acqua.
A pensarci bene, dentro ci potrei mettere i miei desideri. Desidero essere come una volta … bellina, sveglia … non come or:  così scontenta, dolorante. Vorrei che andassero via tutti i pensieri cattivi che mi frullano per il capo.
La faccia di una donna. Triste. Come me. Si diventa tristi con la vita. Mi sento sola, come questa donna. Guarda! Indossa una magliettina a strisce!
Ma i piedi … i piedi sembrano zampe! Una donna con le zampe … E’davvero una cosa strana. Sul capo ha un fiocco, un nastro.
Lei è buffa, ma dipende da come la guardi … se tu la pieghi in un senso, ti appare in un modo, sennò è in un altro.
Ha le zampine troppo fini … A vedella sembra una donna bellina, robusta ma invece i piedi son troppo fini … e ‘un torna!

 

Questa questione non si sfonda

10/10/2019 Palazzo Pretorio, Certaldo

Un volto chiaro, parlante. Capelli puppati, non voglio fare propaganda.
Gli dà valore, è toccante. Appunto, son questi tre, lui col berretto si stanno parlando.
C’è l’arco, è tutto celeste. Mi piace tutto, nell’insieme.
La sede del circolo. Sotto cura critica.
È una gestualità di raccordo con i suoi collaboratori.
Non li conosco. Magari li conoscevo prima, chissà come avranno fatto a metterli lì
Codesto sta chiedendo i soldi.
Chiede l’elemosina.
Chiede la carità.
Si, (quello nel centro) sembra una persona con i soldi.
È una Madonna, sta dando la Comunione, quello nel mezzo è Gesù
Potrebbe essere un giudice, per l’abito sfarzoso, elegante, un bel vestito
Questo c’ha un velino. È un vestito di seta, a fantasia.
Scivola la seta.
Si sfruscia in mano
Scivola.
Le stoffe leggere si impigliano alla macchina, ma è facile.
È leggera, è pesante. Chi è vai a sapere.
Queste ciabattine che hanno sono proprio belle, tutte diverse.
Un giudice o Gesù
L’aspetto è bello. Ha un’espressione vispa.
Sembrerebbe gli facesse male un dente. Un dottore.
Ma se gli faceva male il dente perché non si tocca qui, invece che qui (col gesto prima si indica la guancia e poi il petto)
Mi sembra che stia bene però. Bene o male comunque è un bell’omo.
Pare che gli dia qualcosa, tende la mano. È di quelli antichi, di valore. Quello è un gatto.
Un canino. Si vede una zampa sola. C’è un frustino e quello potrebbe essere uno scudo
Lui ha in mano un guinzaglio, quindi è il padrone. Gli tira il vestito perché si vede che col frustino gliele ha date! Il frustino serve per il canino.
Gli rassomiglia a un leone. È un leone. Si, è un leone che gli tira il vestito e gli dice “Gnamo!”
Mi piace molto. Si camminava insieme nel periodo delle feste, insieme ai compagni di Castelfiorentino. È castano.
Tiene il braccio in alto per farsi toccare il cuore
O gli tocca le puppe
Alza il braccio e gli dice qualcosa.
Ha un’espressione profonda. Alza la mano perché vuole dire qualcosa.
Gli piace essere toccato
Gesù giudicante. Gli tocca il cuore di Gesù per vedere quanti battiti ci fa!
Ma il cuore oh unn’è sulla sinistra?
Allora gli piace toccare le puppe.
Toccate. Avere.
È una lettera importante. Perché in casa loro c’è da lavorare, hanno tante cose da fare prima di partire per Firenze. E litigano. Le mutande si mettono per prima
Ieri sera mi pare. Fa rizzà i capelli.
È importante. A sinistra c’è un dottore e in mano una ricetta. Il giornale è tutto srotolato
Non è un dottore, ma si conoscono.
È Gesù e la Madonna. È ferita. Lui accanto è dispettoso e gli infila il dito nella piaga. Lui ha una pietra in mano, come se si colpevolizzasse.
Mia colpa, mia colpa, mia colpa (e si batte il petto)
“Sono come san Tommaso…” Io mi fido. Ma bisogna fidarsi di chi si conosce bene. Mai fidarsi!
Io non mi fido. Mai. Se conosci poco una persona, come fai a fidarti?
Ognuno pensa al suo orticello.
Eh, Questa è una questione che non si sfonda!
Ci sono due libri dove c’è scritto tutto quello che si dice noi, secondo me…è scritto lì!

Anna, Santina, Fosca, Giacoma, Primo, Ilva, Fina, Duilia, Gianfranco, Jacopo, Linda, Martina, Debora, Claudia, Grazia (AVO)

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La barca

19 settembre 2018 – Centro Espositivo della cantieristica, Capraia e Limite

Il fiume mi fa vedere un po’ dappertutto anche se io andrei solo vicino, non mi piace viaggiare in barca; anche vicino va bene, basta andare.
Siamo già nell’acqua, il vento soffia sulle vele e ci spinge sopra il Tigarga lungo il fiume.
Pesca un po’ troppo nell’acqua , ma va dove la mandano…
E’ una parola grossa dire dove, ma sicuramente una direzione ce l’ha; probabilmente fa dei viaggi piccoli o arriva fino al mare.
Mi piacerebbe salirci, risalirei controcorrente; mi fa pensare alla vita e mi lascio portare dove mi porta.
Non c’è da chiedersi troppo, si va dove ci porta il vento e io vado sempre con Paola.
Per avere le cose precise bisognerebbe stare sempre soli, ma stare insieme è importante e quando vado in giro sto sempre bene e io vado ovunque con Paola.
A saperlo dove ci porta! Magari a stare sulle tre caravelle di Cristoforo Colombo!!
Andrei dove ci sono persone che leggono, partirei da Signa e andrei su; mi metterei d’accordo per farmi aspettare a casa quando torno da un’isola.
L’Arno era importante per tutti i versi: ci dava da campare ed era pescoso, ci si andava a rischiarà i panni e ci garbava facci il bagno, ma con la barca non ho problemi e posso girare tutto il mondo!

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Lui gli dice, lei guarda

19/04/2018 Museo d’Arte Sacra di Santa Verdiana, Castelfiorentino

Guarda che tipino che è! La vita, il fisico, la persona…
È un po’ più stretta: un tipino!
La giovinezza che gli ha dato! Perché non è mai invecchiato, se sta lì non è mai invecchiato! Facciamo un po’ a turno, ci si viene anche noi!
Questa qua più distinzione, a Madonna, a donna
Lei guarda un po’ in qua, lui guarda lei. Fanno a guardarsi, si guardano, si vogliono bene, io penso.
Ma loro son sempre a questa maniera; loro quando si guardano sembra che siano sempre giovani, siamo noi che si peggiora, si cambia volto. Io l’anni un ci penso più nemmeno, loro un pensan più nulla…
Pensano di essere un po’ innamorati, dagli occhi sembrerebbero, tutti e due…
Dallo sguardo si vede subito tutto, son due innamorati!
Lei potrebbe pensare da andà da lui ma un pòle andà!
«Gnamo bello! Vieni amore!» Ma non è possibile, perché non sono più persone vere, sono statue! Bisogna cambiarle se si vuole che si muovano, il discorso torna, perché son di pietra!
Ma lei lo chiama!
C’era questa abitudine che una donna non poteva mai prendere l’iniziativa, è vero!
Sì, lui può andare da lei…gli uomini avevano un’altra possibilità,
le donne potevano fare poco ma quel poco era sempre importante; c’era un’intesa silenziosa, un tempo si diceva a un’amica e lei andava a dirglielo a lei…

Lui gli dice, lei guarda.

Il messaggio a lui gli è arrivato chiaro, non può come vorrebbe, perché è una situazione molto molto delicata e allora deve o interessare qualche amica che possa sapere un pochino come vanno le cose; per andare sul sicuro sennò lei diceva «ma chi te l’ha dette queste cose?!»
Ci vuole molta attenzione, non è una cosa semplice; l’amore si può anche dirlo.

Renzo, Liliana, Bruna, Duilia, Fina, Pina, Patrizia, Erina, Nada, Enrica, Susanna, Linda, Fernanda, Jacopo, Veronica, Lorenzo, Valentina, Silvia, Alice, Stefania

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Verde è la speranza, oro è la potenza

5/4/2018 Museo Benozzo Gozzoli, Castelfiorentino

Celestino è un colore bello che non si vede in nessun posto; io sono stata anche in Germania!
È un colore antichissimo e mi fa sentire bene come se il Signore ci desse qualcosa.
Mi ha colpito la profondità; come se in fondo, una chiesa con l’altare. Anche i colori sono belli. Un’idea di riposo, la prospettiva, vedo una finestra…
Son tutti da colpire; son tutti da guardare, da toccare da rivisitare. Bello, un c’è bisogno di girarci intorno!
E quel rosso bordeaux forte, l’ha messo da tutte le parti, almeno cinquanta!
Il verde, il giallo, un rosso; si vede che a quei tempi usavano quei colori; non c’è altra spiegazione, son fatti benissimo.
Il vescovo, lo vedevo sempre, nella chiesa; mi disse: «non ti avvicinare tanto, che tu vai nei guai!». Sono severi, ognuno parla per sé, senza dare tanta confidenza. Il colore glielo hanno messo perché è un colore potente e gli hanno mandato anche le scarpe…
Mi pare che quel cappuccio illo tempore era molto alla moda…
A Benozzo gli pareva di far bene a fare in questo modo
Il turchese, ce n’è tanto…il cappello, quello lì che mi fa pensare a quei cappelli che vanno di moda ora…
Quel verde, il mio colore preferito
Verde è la speranza, oro è la potenza; rosso, perché il rosso è bello, rosso cardinale.

ROSSO COME…

Rosso come il fuoco, sangue, anche
Una mela
Rosso come il PC (Partito Comunista) anche se io un’è che son Comunista
Rosa rossa
Come un pomodoro di quelli che nascono nell’orto, il naso di un clown, le guance di un bambino.
Arancia…arancia rossa
Dispettosa!
Il cappello di Babbo Natale
Un mattone, un vestito, come il sipario del teatro, come la bocca, la lingua, come la notte, la ciliegia.
Un rosso bello

VIOLA COME…

La melanzana
Come la Fiorentina! Facciamo il Giglio, come la mammola
Un acino d’uva, come un campo di lavanda, un vestito viola
Il tramonto.
Il lillà…ci dice e non ci dice…una camicetta
Un glicine che dà calma e tranquillità.
Non mi viene in mente, questo era difficile
Una susina, rimane chiaro così, un nome, un fiore.

ROSA COME …

Un’emozione.
Un profumino, leggero ma bono
La canzone “Donna Rosa”, rosa come… peccato,
E’ bella, ci sono tante cose per esempio vasi, bicchieri e capotavola…tutte le cose, mi sembra il migliore…
Rosa pesco.
La Malizia!
Mi piace…li vedo che sono a fare la spesa ma non importa
Elena, perché la mia bambina vuole tutto rosa
Rosita, la Pantera Rosa.
La dolcezza, un fiocco rosa, la pelle, la primavera.
La tenerezza, come la pelle dei bambini.
Lo zucchero filato.

 

Anna, Gina, Santina, Paola, Fina, Sergio, Renato; Stefania , Silvia , Alice , Valentina, Cristina, Susanna, Jacopo, Grazia, Patrizia, Pina, Debora, Giampiero, Barbara 

 

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Il sogno

29/3/2018 Biblioteca Balducci, Montespertoli
Poesia integrata – Il Sogno di Wisława Szymborska ( le sezioni in corsivo sono le integrazioni alla poesia dei partecipanti all’attività)

 

Il mio caduto, il mio tornato polvere
assunto l’aspetto che ha nella fotografia:
sul viso ombra di foglia, conchiglia nella mano
si avvia verso il mio sogno

e vedo un bambino, lo vedo crescere.

Cammina per tenebre da mani spente
per vuoti aperti verso di sé per sempre
per sette volte sette e poi sette silenzi.

Appare all’interno delle mie palpebre
in questo solo mondo a lui accessibile
Gli batte il cuore trafitto.
Si alza il primo vento nei capelli.
Tra noi comincia a stendersi un prato e il Lussemburgo, un bel viaggio tutti insieme.
Giungono in volo cieli con nuvole e uccelli.
Montagne esplodono in silenzio all’orizzonte
e un fiume scende giù in cerca del mare.
Si vede già lontano, così lontano,

Si vede tanta tristezza, la paura di morire.
È difficile vedere nel futuro, sarà buono?
sono anziana..ma ognuno ha i suoi gusti
e
io vedo una bella girata, una gita con tanta serenità.
Tranquillità, serenità, sentirsi bene e andare a spasso.

 che giorno e notte sono simultanei,

e tante persone. Parecchie, se c’è la musica!
Una bella famiglia. Un paese molto lontano: dove stavo prima,
con una bella casa e un giardino.
E ora cosa vedo? Una casa di riposo

e tutte le stagioni giungono in una volta.

Vedo una grande strada larga e luminosa: un prato fiorito, bello,
con tanti frutti.
Una vita: forte, potente e bella.
Un futuro tranquillo: senza discordia,
risse
e che tutto vada liscio.
La luna apre a ventaglio i suoi quattro quarti,
i fiocchi della neve danzano con le farfalle
e cadono i frutti da un albero in fiore.

Ci veniamo incontro trovando amici a cui si vuole bene e rimettendo poi tutto a posto,
non so se in lacrime,
ma aiutandosi con chi ha bisogno,
non so se sorridendo,
si parla, ci si confida con le persone adatte.
E’ bello stare insieme perché la solitudine è brutta e l’aiuto degli altri ti fa stare bene.
Vorrei trovare chi cuciva con me,
stringersi la mano unendo parole, mani e emozioni.
E’ un piacere trovarsi perché la gioia grande è stare insieme.
Un solo passo ancora
e ascolteremo insieme, perché insieme è meglio che da soli, la tua conchiglia,
in allegria e tristezza,

quale fruscio di mille orchestre c’è,
quale marcia nuziale c’è, la nostra, l’affetto bono.
Stare insieme con voi, con la famiglia, con il mio babbo e con me che sono un Uomo Buono.
quale marcia nuziale c’è,
la nostra.

 

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Il bere fa bene e il ribere fa meglio

22/3/2018 Museo della Vite e del Vino, Montespertoli

Il bere fa bene, il ribere fa meglio

Tante cose in mente
Vino rosso
Vino bianco
Vissuto
Tradizione
Autunno, il vino si crea e dà profumo… che circonda la casa
Marrone
Vino
Gioia
Bella
Passione… questa qui l’aspetto…
Testa
Semplicità
Botte di vino cotto
Allegria
Un topolino piccino che prese alloggio a casa mia
Nostalgia
Risate
Autenticità

 Liliana, Mirella, Gianfranco, Crito, Adriana, Graziella, Valeria, Giuseppina, Fernando; Michela, Silvia, Anna Maria

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Vissi d’arte, vissi d’amore… eh lo dicevo anch’io. Dice bene vai

15/3/2018 Museo Amedeo Bassi, Montespertoli

Tosca è fuggita: io muoio disperato!
Ha una bella voce: che bello avere quella voce lì!
Ma lo senti che voce: è forte, si sente bene.
Siamo profani noi, ma a me mi ha emozionato parecchio.
Mi fa venire i brividi perché l’opera l’ascoltavo con la mia zia.
La mi mamma no, c’aveva meno passione, ma la mi zia..mi ha insegnato lei.
Dà uno stato di leggerezza d’animo, di serenità.
Quel sottofondo di grammofono, graffiato…
E l’introduzione..ti trasporta. In certe giornate mi metterebbe anche tristezza.
La lirica è meglio delle canzonette, ma la voce deve essere: perfetta!
La gelosia è la rivalità da altre persone. A volte è brutta, bruttissima!
È quando si vuole veramente bene a qualcuno e non si vuole perdere. Io mi ci ammalavo…
Non mi garba a me. La gelosia mi fa morire! Dipende dal contenuto, io sono innamorata del mi marito!
Vissi d’arte, vissi d’amore… eh lo dicevo anch’io. Dice bene vai!
La finezza di questa signora… la voce di donna è più gentile.
A me mi piaceva cantare: “Perché un tu la mandi a cantare la tu bambina?”, gli dicevano al mi babbo. E alla dottrina un mi facevano andà via, il prete un mi faceva andà via senza aver fatto la cantatina! Un prete! Te lo immagini?!
Eh questa voce ti fa evadere, ti carica.
Io ho patito tanto per amore, mi c’ammalai!
Avevo lui che stava male e io stavo peggio di lui.
Ma poi dipende dal sacrificio: da giovani può capitare e si fa tutto ma a una certa età si blocca tutto.
Non lo so spiegare come ci si sente.
Il primo amore non si scorda mai!
Io glielo direi: Ti voglio tanto bene. Ho tanto desiderio di vederti.
Grazie, che andrebbe detto più spesso. Io gli farei un sorriso e gli darei un abbraccio, perché a volte anche una mano sulla spalla ti ripaga di tutto: ci sono, qui e ci sarò sempre.

 

Doriana, Serena, Valeria, Adriana, Maria, Roberta, Lina, Dina, Cristina, Giulia, Daniela, Enrico, Gianfranco, Patrizia, Crito; Anna Maria, Michela, Silvia, Ambra

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Arrivederci fratello mare

21/2/2018 Biblioteca del MMAB di Montelupo Fiorentino
Poesia integrata – Arrivederci fratello mare di Nazim Hikmet (le parti in corsivo sono le integrazioni dei partecipanti all’attività)

 

Ed ecco ce ne andiamo come siamo venuti
arrivederci fratello mare
nell’inverno e nell’estate tutto il mare mi piace
mi porto un po’ della tua ghiaia

(mi porto), non lo so neanche di’
l’aria buona
il divertimento
(mi porto) le feste, il colore, il rumore.
Ma c’è troppa acqua!
È oscuro, è troppo grande!
Bello grande, ma può fare anche paura.
(Allora mi porto) la sabbia, la terra ferma.

Un po’ del tuo sale azzurro

 (mi porto) le onde che vengono e se ne vanno
il rumore della risacca nella notte
il rumore continuo delle onde,
la vitalità.
(Mi porto) la pineta, lo stare a frescheggiare
e prendere il sole
e la voglia di imparare a nuotare
arrivederci fratello mare
mi porto la voglia di buttarmi lì e stare come uno normale,
mi porto lo stare lì sul mare

un po’ della tua infinità

 mi porto la profondità, la bellezza, la grandezza
i colori verde e blu.
Profondo
blu intenso

e un pochino della tua luce
e della tua infelicità.

 (mi porto) il sole che si fonde con l’orizzonte
gli scogli,
l’infrangersi delle onde quando è calmo
la vita che c’è in esso.
Mi porto tutta questa acqua che vedo,
mai uguale
in continuo cambiamento
Mi porto l’acqua calda, la sua immensità, i suoi colori.
Il mare è il meglio di tutti.

Ci hai saputo dir molte cose
Sul tuo destino di mare
Eccoci con un po’ più di speranza
Eccoci con un po’ più di saggezza, con tutto di te, con i tuoi colori

(eccoci) con l’allegria e l’infelicità, con sentirmi bene, rigenerata, rilassata
(eccoci) con i pensieri che vanno via, con un altro mondo che sembra rovesciato
(eccoci) con la tranquillità, prendendo il sole, facendo il bagno.
Eccoci con la sensazione di libertà.
Eccoci con la tristezza dell’amore perduto ma anche con la vitalità del sole e del tramonto.
Eccoci senza parole, con il ricordo dell’immenso, dello stare bene.
Eccoci con la voglia di nuotare e entrarci dentro… mi sarebbe piaciuto se solo avessi saputo!
Eccoci con mille pensieri, quando è calmo e quando non lo è, un’infinita tristezza.

E ce ne andiamo come siamo venuti, liberi e in pace
arrivederci fratello mare, grandioso, immenso, così importante da doverti proteggere perché tu non sparisca.
Penserò a te, alla pineta, alle pine che un tempo raccoglievo.
Con te mi sento parte di un tutto.

 

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Sei la mia donna

15/2/2018 Museo della ceramica, Montelupo Fiorentino

Ci sono un uomo e una donna, con un libro in mano. Lui si chiama Gino il timido e lei Affloradin detta Flora. Loro sono due innamorati. Questi innamorati vestiti molto bene, di stoffe raffinate si sposeranno? L’uomo bacia la futura sposa e si vede dall’atteggiamento di lui verso di lei che è titubante. Sembra in realtà che la vuole toccare ma sta un passo indietro. Forse ancora non è sicuro?
Lei si vede è proprio emozionata, ha le guance tutte rosse!
“Una donna è sempre la prima a farsi avanti. E’ più sfacciata di un uomo, più sveglia!” …”Perché gli uomini no?”
Lui in qualche modo però tenta di avvicinarsi a lei anche se è impaurito. Ha poco coraggio, sembra non sapere che fare, si è bloccato a pensare. E a cosa starà pensando?
Di sicuro è titubante perché ha un pensiero, non sa se dirle una cosa che ha fatto. Un po’ si vergogna. Ma cosa ha fatto Gino?
Il motivo è che per sposarla ci vogliono troppi soldi. Ci vorranno almeno 500 mila lire e lui non ce li ha! Che deve fare?
Deve fargli vedere com’è fatto davvero, anche se non ha molti soldi, deve dirle che la ama davvero, possono stare insieme anche senza sposarsi!!
Le deve dare un bacio, la deve abbracciare forte, forte per dirle poi ti amo sei la mia donna!
E lei così sarà emozionata e arrossata…. E si…c’è anche la rima…. E si baciano per davvero!!!

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Questa si cuce ma ci vòle la fodera di dentro. Più che altro perché gl’è trasparente!

7/2/2018 Museo Archeologico, Montelupo Fiorentino

 

Le pianerine co’ i tessuti, qui c’è la lana…

Oh! Io un c’ho mai avuto passione [a cucire], io ero in fabbrica a fare le scatole di plastica…lavoraccio!

È stato il lavoro di una vita…

Potrebbe essere interessante…

Ho cucito anche i giubbotti di pelle, ho imparato per necessità però…facevo i vestitini alle mie bambine,

per utilità più che altro,

mi piace sì!

Io per il cucito ci dico zero!

Codesta è come un velo, è bellissima ed è morbida…

Pe’ andà a chiappà gli uccelli, forse…e lo so, e lo so com’è…dove dorme i’ gatto!

Una bella così si metteva per andare in chiesa, oggi non si usa più…quelli più anziani…

Questi son tessuti che ora li fanno lo stesso perché c’hanno le macchine;

sì, si può fare a mano, quella è massiccia ma questa sì, si può fare…dicevo cucire eh…

è di seta, è seta fine così, un saprei che dirti…pe’ conto mio un si può fare a mano!

Credeo tu dicessi tu l’hai toccata, ma io lo sapevo di già prima che aprisse la bocca. E io ero su co i’ coso e la vedevo…oh, se ti piace cosarle, glielo dico a i’ mi’ marito e tu senti che possa fare…sempre a correre eh…o corre di qui o corre di là; io piglio e vo via.

Sarta di vestiti da sposa,

di tela,

chiffon…mi capitava foulard così; bisogna saperli fare molto precisi; bisogna avere la macchina;

una sposa rossa, mai cucita! Rossa no! eh…sempre bianche

e appiccica un po’…

Codesto costì è un cosino da mettersi all’altare o anche qui, per coprirsi,

è morbido, è leggero…

O come gl’è fine!? Se è seta l’hanno fatta con i bachi da seta, non si piega nemmeno, lo vedi?

Qui mi ci fo una gonna! È interita questa!

ti dovessi di’ quello che mi viene in mente a me? Questa i’ mi’ babbo, quella la mi’ mamma;

le lavoravano al telaio, l’ho fatto anch’io quello piccolino, il telaio. È cotone, ho lavorato i’ cotone a fargli cambiare colore.

Questo è bono! Ma scherzi davvero? Che ci si fa?

Una borsa!

Quello non si strappa non è come quello di carta…

Granturco, orzo, tutta la roba della campagna; la balla è una parola molto borghese. Ora c’è le macchine che le fa. Queste intrecciate così si trovano ancora…

No no, questa è bona! E che ci chiappi, l’uccelli?

Per un bel sacchetto; una balla, usava… prima usavano; è da esse’ vecchi, s’è visto passà tanta roba…è fatto tutto a macchina, la roba di plastica…prima usava…

Questa si cuce ma ci vòle la fodera di dentro. Più che altro perché gl’è trasparente!

 

Dina, Paola, Crito, Gianfranco, Valerio e Carla (da casa), Maria. Arrivano dopo: Vittoria, Gioconda, Lorenzo, Maristella, Renzo, Maria, Elio, Bruna, Duilia, Danilo, Santa, Anna, Patrizia, Antonio, Arianna, Dalila, Beata, Katiuscia, Giacomo, Selvaggia, Barbara

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La verità, vi prego, sull’Amore

31/1/2018 Bibioteca Renato Fucini, Empoli
Poesia integrata – La verità, vi prego, sull’Amor di Wystan Hugh Auden (le sezioni in corsivo sono le composizione integrate dai partecipanti all’attività)

 

Ditemi la Verità, vi prego, sull’Amore.

Non me la ricordo mica, sai, però.
Perché l’Amore è Amore, si sa che sta
tra le prime cose. È una cosa bella,
che càpita una volta sola nella vita,
per me ormai è passato tanto tempo.

Alcuni dicono che l’Amore è un bambino
e alcuni che è un uccello.
Altri che è una spada nel cuore, l’Amore.
Alcuni dicono che fa girare il mondo
e la testa, e ha fatto girare anche me,
e mi ha fatto fare tanti salti,
e non mi son tolta la voglia di guardarlo.

Ma dicono altri che è un’assurdità;
e quando ho chiesto cosa fosse al mio vicino
sua moglie si è seccata e ha detto
che non era il caso di fare queste domande;
perché l’Amore è i piedi sotto il letto.

Può assomigliare a un pigiama
o a del salame piccante dove non c’è da bere?
L’Amore non sarà come la Fanta,
che non ti piacciono le bollicine
ma quando lo metti in bocca cambi idea?

Per l’odore può ricordare un lama – No!
o avrà un profumo di torta consolante?
È tagliente o ha gli orli lisci e soffici?
È pungente a toccarlo, come un pruno,
o lieve come morbido piumino?

Ditemi la Verità, vi prego, sull’Amore.

Ora te lo dico:
piglia in mano ‘sto bastone
e ti darò la soluzione.
I libri di storia ne parlano
solo in piccole note a fondo pagina,
ma è un argomento molto comune
a bordo delle navi da crociera;
ho trovato che vi si accenna nelle
cronache dei suicidi,
e l’ho visto persino scribacchiato
sulle copertine degli orari ferroviari,
perché l’Amore sta nell’euforia dell’attesa.
Ha il latrato di un cane affamato
o fa il fracasso di una banda militare?
Comunque a me non mi fa paura,
sennò non avevo i figli che ho.

Si può farne una buona imitazione
con una sega o con un pianoforte Steinway da concerto?
Quando canta alle feste, è un finimondo
d’Amore grande?
Dipende da’ giorni: a volte è silenzioso
e forte come un abbraccio stretto stretto.

O apprezzerà soltanto musica classica?
Ma soprattutto: mi porterà a ballà?

Certo la musica è bellissima, e commovente
come l’Amore:
Ma smetterà quando si vuole un po’ di pace?
E se smette, poi rimane lì a guardarti?
Ditemi la Verità, vi prego, sull’Amore.
L’ho cercato nei chioschi del giardino
ma lì non c’era mai stato:
ho anche esplorato le rive del Tamigi
e l’aria balsamica delle terme.
Forse era nella cioccolata,
buona, saporita e colorata.
Non so cosa cantasse il merlo
o che cosa dicesse il tulipano,
ma certo non era nel pollaio
e nemmeno sotto il letto.
Per me l’Amore è una cosa troppo grande,
e importante, da dire in due parole.
L’Amore è gioia, in tutti i sensi.
Sa fare delle smorfie straordinarie?
Sull’altalena soffre di vertigini?
Passerà tutto il suo tempo alle corse,
o strimpellando corde sbrindellate?

Avrà idee personali sul denaro?
È un buon cittadino o mica tanto?
Ne racconta di allegre, anche se un po’ audaci?
Ditemi la Verità, vi prego, sull’Amore.
Quando viene, verrà senza avvisare,
proprio mentre mi sto grattando il naso?
Si può incontrare in un lento a carnevale?
Busserà la mattina alla mia porta,
o là sull’autobus mi pesterà un piede?
Arriverà come il cambiamento improvviso del tempo?
Sarà cortese o spiccio il suo saluto?
Darà una svolta a tutta la mia vita?
O non darà nessuna svolta, se
Non avrò tempo pé stagli dietro, all’Amore.
Ditemi la Verità, vi prego, sull’Amore.
Forse l’Amore è dappertutto.
E tutto è Amore.

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…e si rompe

24/1/18 – Museo del Vetro,  Empoli

 

…e si rompe.
È vero, purtroppo,
ma tutte le cose si rompono.
Quelle lì che ci sono sopra andrebbero rotte,
pe’ conservà la roba utile.
Fragile.
Artistico.
Di tanti colori.
A me è quello che prenderei…una sola…e via!
Trasparente.
Colorato.
Molto utile.
Esalta il contenuto.
Ma che si fa, si balla?!  Ora si va…
Lo sai perché in fondo in fondo ho scelto quello? Per la lucentezza.
…che ti devo dì…
Suonare.
“ding dong deng…”
Tradizione.
Accidenti!… e dove gli è andato?!
Alto… Alto…
Fragile.
Pulito.
Non invecchia mai.

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Il gruppo di lavoro

Sia la progettazione che la conduzione delle attività che, infine, l’analisi valutativa del progetto, prevedono il lavoro congiunto di educatori museali e animatori geriatrici. Educatori e operatori museali dei Musei del MuDEV per la co-progettazione e la conduzione, insieme alla Rete Animatori dell’Empolese Valdelsa, degli incontri nelle sedi museali del progetto, per i rapporti con l’AUSL Toscana Centro, gli operatori ed educatori dei musei del territorio, gli operatori e animatori geriatrici delle RSA di riferimento e per la documentazione.
La Rete Animatori dell’Empolese-Valdelsa è un coordinamento informale, nato per condividere presupporti teorici e metodologici della pratica educativa con anziani fragili, scambiare esperienze e progettare insieme interventi socio-culturali per migliorare la qualità della vita delle persone che abitano e frequentano le case per anziani. La Rete nasce sulla condivisione di un’idea di animazione come processo di empowerment delle persone anziani fragili e di chi se ne prende cura, di potenziamento delle relazioni tra gli ospiti, gli operatori e la comunità di cui la struttura è parte.

2016 – 2017
Educatori Museali formati: Bertini Stefania, Vignoli Alice
Animatori geriatrici formati: Luca Carli Ballola, Silvia Melani

2018
Educatori Museali formati: Bertini Stefania, Vignoli Alice, Elisa Boldrini, Elisa Gentile, Michela Malvolti, Ivana Bonomonte
Animatori geriatrici formati: Luca Carli Ballola, Silvia Melani, Annamaria Cardini, Antonio Valori

2019
Educatori Museali formati: Bertini Stefania, Vignoli Alice, Elisa Boldrini, Elisa Gentile
Animatori geriatrici formati: Luca Carli Ballola, Silvia Melani, Annamaria Cardini